E poi sei fatto d'orgoglio, un pallone gonfiato. Ma resti sempre un pallone più sgonfio degli altri. Non è perché vuoi farti vedere più forte, più grande. Quella sulla tua faccia era vergogna. Saresti scoppiato a piangere, vero, se non ci fossimo stati noi? Dopo che hanno ferito il tuo orgoglio hai cercato di risollevarti su spingendo su di me, calpestandomi. Sapevi che ero l'unica su cui avevi un ascendente. NO. Non ce l'hai più ora. Vuoi dimostrare la tua "virilità"? Distruggendo me? Non ce la farai. Volevi vendetta, bene: ma le vendette continuano all'infinito. E non osare nemmeno ripensarci, ti si ritorcerà contro, mi vendicherò anche io. Mi sputtani?, ti sputtano. NO, non ho nemmeno paura di perderti.
Poi c'è la pietà.
Mi dispiace sai. Prima che mi dicessi "ti sputtano", mi dispiaceva per te. Sarei venuta lì e ti avrei abbracciato e ti avrei fatto sentire che non sei solo mai che sono con te che ti capisco.
Se solo l'avessi apprezzato. Ma non lo apprezzi. Pazienza. Chi perde sei tu.
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