C'è una stella, al mattino.
Una stella, che non si muove mai.
La mattina, quando saluto papà, e scendo. L'aria mi investe e mi stringo di più. È fredda, è leggera. Attraverso la strada vuota, seguo i confini bianchi che portano in paese e poi chissà. Un passo dopo l'altro e dietro il sole che si alza.
A sinistra una curva segnata dagli alberi, e le stecchite piante di nere trame segnano il sereno. [Pascoli] Ogni giorno sfumature diverso colorano quello sfondo, lì dietro a rami armoniosi nel loro disordine. A volte è rosso, poi arancione, lilla e infine azzurro, celeste. A volte è giallo, rosa bianco e infine azzurro, celeste, tutto celeste sopra agli alberi, sopra alle due case solitarie, ai fili e ai pali. E proprio di fronte a me, in mezzo a tutto quel cielo, ogni mattina, ancora alle sette e nove, brilla un punto bianco. Ha sempre lo stesso centro, ma si allarga, si restringe, si schiarisce e si scurisce.
La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra e si rigira nell'aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c'è vento che li tocchi, hanno in loro stessi la loro legge ed il loro cammino. [Hermann Hesse]
Voglio essere quella stella, che non muore mai.
Gli uomini cambiano, le leggi cambiano, muoiono, gli animali corrono volano via, le cose si spostano, i ricordi si cancellano, e tutto è dimenticato. Cosa siamo, noi, rispetto a quella stella, lì? Che brilla più del mattino? Il mattino, che illumina d'immenso? Che è più dell'immenso?
L'Immenso potrebbe vivere ancora senza me, per sempre, mentre io ci sarò solo pochi anni, spesi più o meno male. E mi sovvien l'eterno ... Così tra questa Infinità s'annega il pensier mio: E 'l naufragar m'è dolce in questo mare. [Leopardi]
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