venerdì 20 maggio 2011

sfogo ?

Quando hai bisogno di urlare ma non hai voglia di parlare, allora devi scrivere.

Forse non vuoi o forse non puoi e forse devi semplicemente. 

È un grido muto, un silenzio stridulo, ed è così scontato che la sua grandezza mi cade addosso.

Non ho senso, ora, questi giorni, non ho profondità, né particolari sentimenti di cui parlare, né eventi particolari. Non che non succeda niente, ma niente che mi piace, che mi prenda, che mi scuota abbastanza da farmi sentire ancora più viva di quel che sono. Ora mi sento spenta - appassita. La musica cerca di riempirmi i vuoti e poi solo Vasco Brondi ce la fa. 

E ti ricordi che i nostri sogni sfondavano i soffitti. Talmente tanti sogni così realizzabili e ad altri così lontani, non vedere l'ora che arrivi un momento, l'impazienza di cominciare ad esistere. I miei sogni che erano troppo grandi per questa piccola città, grandi e azzurro chiaro non ancora definiti, solo tanti. E poi sono andati perduti, forse sul pullman, o tra le persone nuove, tra tutte le facce, tra tutte le feste, tra gli amici che ho e quelli che non ho.

Tanta paura di vivere, di perdermi e persino di sognare. E persino di sperare, forse. 

E oggi è già domani, e non è successo niente. Se l'hai capito già, e poi non riesci a dirlo, che i nostri sogni sono più tristi uno dell'altro. Va tutto bene, va tutto bene.

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