Lo dico eppure non lo farò mai.
Voglio essere la nuova Rowling, dico, ma poi no, voglio essere Wilde. Voglio essere come Dante, nei secoli dei secoli. Ma poi Dante cos'è, nei millenni? Niente, non importa quanto ci impegneremo. Perché continueremo a non essere niente, alla fine.
E se io non riesco ad essere qualcuno adesso, a far sapere che esisto in un ambiente relativamente chiuso, o perlomeno circoscritto a ragazzi/e di una certa età... cosa sarò, da grande? Ho paura che il mondo mi inghiotta. Le persone mi fanno paura. Quante volte l'avrò ripetuto?
Mi piacerebbe vivere nel Sette o Ottocento. Non solo per i vestiti. Anche per i pregiudizi. Che non c'era manco bisogno di pensare, perché tutto era già deciso e c'era una visione del mondo che aspettava di essere cambiata. Per la società piena di pregiudizi e così falsa senza saperlo. Un giudizio solo, che qualcuno contestava. E non tutti questi pseudo filosofi che enunciano teorie dal nulla. E poi la società. Prestabilita. Fissa. A sedici anni sei nella società. Fai visite cene e feste. Balli come qualcuno ha detto che si deve ballare. Non a caso, come capita, col ritmo che teoricamente dovrei sentire nel cuore (?). E poi conosci gente che ti presenta ad altra gente. Sotto gli occhi dei tuoi genitori, senza nemmeno essere sfigata. Non devi dichiararti tu. Non devi fare niente. Aspetti. Aspetti che qualcuno ti noti. Qualcuno di invisibile come te lo troverai, prima o poi. E poi continua il giro di visite cene e feste. E non fai niente, niente tutta la vita. Che è come non fare niente nella vita di oggi, in fondo. Ma mi sentirei più al sicuro. Forse perché so solo quello che ho letto nei libri. Forse perché non so un cazzo LOOL
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